mercoledì 17 novembre 2010

GIORNATA PER I DIRITTI DEGLI ANIMALI

Giornata per i diritti degli animali, contro la vivisezione e le multinazionali che la sfruttano.



Nel contesto dell’opera di sensibilizzazione circa la turpe pratica della vivisezione e dello sfruttamento animale, sabato 13 novembre si è svolta ad Ivrea la manifestazione ai fini di indurre la popolazione ad un consumo critico e consapevole circa la sorte inflitta a questi esseri viventi senza voce al solo scopo di ricavare maggiori utili.
Il corteo – che ha visto sfilare numerosi esponenti del gruppo antispe Ivrea, supportati da esponenti provenienti da Torino, Bardonecchia, Novara, Pavia, Vigevano, Bergamo, Verona, Roma, ma anche dalla Svizzera e dalla Germania, nonché da realtà Autonome Nazionaliste e dall’associazione Memento Naturae – si è snodato pacificamente per le vie del centro città, intonando slogan contro la vivisezione e contro ogni forma di violenza celata sotto le spoglie di ricerca scientifica, che mira invece a perseguire gli interessi delle multinazionali che sfruttano tali pratiche per ingrassare i loro profitti.
Durante la manifestazione sono stati distribuiti centinaia di volantini, che sono stati ben accetti da coloro che assistevano al corteo, che ha infatti raccolto vari applausi spontanei, grazie anche ai propositi di apoliticità che ci si era prefissati.
Il bilancio della giornata è quindi da considerarsi positivo, ma la nostra battaglia contro lo sfruttamento animale non si ferma e continueremo la campagna di boicottaggio e di sensibilizzazione contro tale pratica e coloro i quali continuano a sfruttarla e trarne profitto.

giovedì 4 novembre 2010

CRYSTAL LAKE

giovedì 28 ottobre 2010

CONTRO LE DICHIARIAZIONI DI MARCHIONNE

mercoledì 20 ottobre 2010

13 NOVEMBRE STA ARRIVANDO

mercoledì 13 ottobre 2010

AI FALSI MORALISTI "ITALIOTI"

13 Ottobre 2010. L' "italietta" intera è indignata per i fatti avvenuti nel corso della partita di calcio Italia-Serbia. Tutti uniti a puntare il dito verso i sostenitori serbi, rei di aver fatto sospendere la cosa più importante del mondo: una stupida partita di calcio! Che grande offesa alla nostra nazione. 
Guardando più attentamente gli avvenimenti emergono diversi aspetti, da un lato si è dimostrata una volta in più l'inadeguatezza delle tanto conclamate norma per rendere più sicuri gli stadi (tessera del tifoso, biglietti nominali, tornelli... etc.), mostrando come la repressione non porta a nulla di concreto. Dall'altro lato si vede che esiste ancora in Europa chi non si piega e non si adegua a ciò che viene imposto dall'alto. I ragazzi serbi hanno voluto manifestare il loro dissenso durante una partita di calcio solamente per avere più risonanza internazionale, portando davanti all'opinione pubblica le loro idee. Chi si sdegna per quanto accaduto, deve ricordare da dove partirono i vili attacchi aerei nel 1999 che distussero molte città serbe, portanto via casa e affetti familiari a molti cittadini innocenti, ecco perchè tutto questo è successo in Italia, noi abbiamo dato modo di fare tutto questo! Ricordiamo poi che il nostro paese ha contribuito alla separazione del Kosovo dalla Serbia, regione tradizionalmente di etnia serba, strappata al popolo con meschini giochi di potere attuati dalla NATO, che sostendendo l'UCK (quello che normalemente sarebbe definito un esercito terrorista al pari di Hamas e altri, se si fosse trattato di Palestina o Afghanistan ) ha fatto in modo che il Kosovo sembrasse una terra albanese e non legittimamente territorio serbo. La gente quindi dovrebbe guardare più attentamente l'accaduto, superando il discorso sulla violenza negli stadi, che è servito soltanto come mezzo per lanciare un messaggio: "KOSOVO IS SERBIA", e capire le profonde ragioni che spingono la gente a lottare con qualsiasi mezzo per il proprio sangue e la propria terra.

martedì 12 ottobre 2010

Al precario non far sapere che pensione avrà: l’Inps censura per ordine pubblico

Al precario non far sapere, altrimenti nel suo piccolo si “incazza di brutto”. Ci hanno pensato sopra a lungo all’Inps e alla fine hanno scelto di “oscurare” il dato. Una censura per motivi di ordine pubblico come ha spiegato il presidente Antonio Mastrapasqua: “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”. La “simulazione” di cosa? Di quanto un “parasubordinato”, cioè un lavoratore precario prenderà di pensione tra qualche decennio dopo aver versato per una vita i relativi contributi. Il risultato sarebbe invariabilmente una pensione inferiore al minimo, roba da poche centinaia di euro al mese. Quindi meglio “oscurare”.

Oscurare dove? Ma sul sito dell’Inps ovviamente. E anche nei quattro milioni di lettere che lo stesso Inps sta per inviare a domicilio agli altrettanti precari italiani che versano contributi previdenziali. L’Inps nelle settimane scorse ha scritto anche ai lavoratori a tempo indeterminato. Una lettera in cui si spiega come fare per apprendere dal web quanto hanno versato e quanto incasseranno come pensione. La lettera che arriva ai precari è invece una lettera “muta”, non rimanda ad alcuna consultazione possibile. Il precario non può sapere perché, per ammissione dello stesso Inps, è meglio che non sappia. Quindi al precario si dice quanto paga ma si nasconde quanto “rendono” i suoi contributi. Precario dunque neanche avvisato, visto che in nessun caso, conti alla mano, può essere salvato.

lunedì 11 ottobre 2010

A TORINO CONTRO IL PRECARIATO E LE AGENZIE INTERINALI


Prosegue l'iniziativa portata avanti da "Stop Capitalismo", questa volta è toccato alla città di Torino nelle centrali Piazza San Carlo e Via Roma, dove si è tenuto un presidio e un volantinaggio nella mattinata del 9 ottobre. Sono stati distribuiti ai cittadini stampati illustranti la situazione attuale dei lavoratori precari e il modo in cui vengono sfruttati dalle agenzie del lavoro.

La battaglia continua!

Basta con gli sfruttamenti!

Il Tour prosegue!